sabato 12 giugno 2021

Riflettendo su Maiorana


Avevo un voto bassissimo in matematica a scuola ed uno altissimo in italiano. Ho trascorso tutta la vita ad inseguire i numeri di cui ero perdutamente innamorato.

 “Al mondo ci sono varie categorie di scienziati; gente di secondo e terzo rango, che fan del loro meglio ma non vanno molto lontano. C’è anche gente di primo rango, che arriva a scoperte di grande importanza, fondamentali per lo sviluppo della scienza. Ma poi ci sono i geni, come Galilei e Newton. Ebbene, Ettore Majorana era uno di questi” – E. Fermi

mercoledì 9 giugno 2021

CARMEN


Poichè non sopporto le feste come quella delle donne, di S. Valentino, del Papà e della Mamma, di S. Ermete patrono della rete, siccome sono un insopportabile snob, il post sull’8 marzo lo scrivo a modo mio e quando dico io e lo dedico ad una donna lontanissima e immaginaria. Mi sto accingendo a scrivere il post più difficile della mia carriera perchè devo parlare in termini lusinghieri di una persona e di un argomento spinosissimi e devo contemporaneamente separare la mia misura e la mia idea da quelle di Carmela ovvero Carmen Carla Consoli di S. Giuvanni ‘a Punta provincia di Catania, classe 1974, di professione cantantessa. L’idea di Carmela è la stessa di tutti media che non siano chiaramente legati in un modo o nell’altro a Berlusconi e cioè che egli rappresenti il punto più alto di una non cultura che da anni sta soffocando l’Italia e la sua politica sociale e umana. L’assioma è il seguente: se non passi dal letto di qualcuno come donna non hai spazi, se invece “la dai” ti si aprono porte altrimenti inimmaginabili. E’ vero? Quasi sempre, ma è solo una parte del discorso, quella più facile, mediatica e vincente: non prevede sconti, aggiustamenti o prospettive diverse. E’ un’idea ROCK perfetta che solo una grande artista come lei poteva portare in musica. Certo se io dovessi fare riferimento alla mia personale esperienza dovrei dire che li fimminazzi di loro ci hanno sempre messo moltissimo; a proposito, Carmela, quando fa la buttanazza o la femme fatale è bravissima. Carmela io non so se leggerai mai queste righe ma sicunnu mia per fare la strafallaria come la fai tu un po’ ci si deve essere portati (e per favore prendila con filosofia, veramente). Insomma l’uomo ne approfitta e la donna pure: oltre un certo limite, sui cui confini potremmo discutere fino alla fine dei tempi, tutto diventa scientificamente organizzato e si crea l’attuale situazione che però esisteva anche ai tempi di Prodi e prima ancora. Voglio dire che è un problema di atteggiamento trasversale, Carmelina bisogna dirlo sennò non posso abbracciarti.
La scorciatoia muliebre esiste da sempre e sotto qualsiasi regime, non mi dire di no pì favuri, ma se persino Concita Di Gregorio lo ha usato sul primo numero dell’Unità per far “alzare” le vendite. Facciamo così, diciamo che è un vizio antico degli esseri umani il do ut des. “Sì però Berlusconi ne ha fatto un sistema di rappresentatività politica indecente!”
Mi permetto di rispondere al tuo posto e calo la testa, quando è tua è tua. D’altronde mi è capitato certe volte di essere messo da parte perchè non fornito di decolletè adeguato e coscia ben tornita: quindi anch’io come masculu mi ritengo discriminato e danneggiato dall’assioma della gnocca ( a proposito ricordo che Benigni che cercava di toccare la patata della Carrà toccò i vertici dell’auditel, come mai nessuno si scandalizza e glielo rinfaccia? Sono sicuro che i motivi ci sono e qualcuno ne troverà a iosa facendomi fare la figura del minchione. Però Carmen è una donna di assoluto spessore: mai l’ho vista fare leva sulle sue indiscutibili qualità fisiche: Carmelina sì bbedda comu u suli e mai una minigonna, una tetta in evidenza… glissando su un servizio fotografico di Scianna. A Sanremo due anni fa facesti un intervento di gran classe. Lo voglio dire da siciliano ( anzi da catanese) sei spacchiosa, hai arte, genialità, talento e grinta da vendere, quando canti con quella voce che lascia sempre un momento di apnea sgomenta e provvisoria mi fai morire, Narciso con le sue parole di burro lo ascolto ogni 2 giorni con la scusa di testare lo stereo ma in realtà per lasciare correre i pensieri… E quelli camminano, su e giù per via Etnea, passano davanti al cinema Lo Pò, fanno sosta da Savia o Spinella e poi continuano per via Umberto. Carmen, non lo so quanto sono disponibile a non guardare chiù i fimmini, ma guardarle e immaginarle alla maniera di Brancati è politically scorrect? Minchia, speriamo di no. Se ascolto e leggo le interviste che hai rilasciato temo di sì ma forse non se ne può fare a meno, la situazione è grave e le buttane aumentano a vista d’occhio lo dici tu stessa: “Cercasi avvenente signorina ben fornita intraprendente. Giovane brillante ma più di ogni altra cosa dolce e consenziente. Cercasi apprendista virtuoso onesto imprenditore garantista offre a donzelle in carriera un’opportunità di ascesa inaudita …” Non vorrei che la provocazione (che rocker saresti sennò) si fermasse lì, che l’impatto si arrestasse ad una sola e asfittica dimensione politica, che le altre parole che hai pronunciato sul senso profondo della fruizione culturale in Italia e sulla bellezza insostituibile di un rapporto non viziato dal bisogno fra uomo e donna passasse in secondo piano. Non vorrei che ci si fermasse solo a Berlusconi e che la canzone diventasse (tu consapevole e concorde) un nuovo manifesto per un paese triste e furente senza alcuna sensualità se non quella che può superare l’esame di tollerabilità a sinistra. Carmen, così non funziona! Carmela nella terra dove sei nata accussì un quatra! Carmela per favore non rovinare tutto, non farti gestire dal circo della rete, della cultura progressiva a senso unico. Insomma fai la siciliana pì favuri, fuori dallo scontato e dagli applausi dei ragazzi di 18 anni; fai conto che sono molto maturo, come hai amato e rispettato tuo padre rispetta la donna che c’è in te educandoci alla misura che le donne vere e serie hanno sempre avuto.

lunedì 7 giugno 2021

UNA DISTANZA INCOLMABILE -


Non riesco più a leggere la blogosfera con la serenità necessaria, fondamentalmente ne provo spesso fastidio; in certi casi carezzo in segreto le pagine dei miei amici di sempre e non riesco a capire il senso dei loro contatti in rete; mi sembra contradditorio, forzato, una concessione alla umana necessità di piacere e di farsi blandire ogni tanto. In questa incomprensione si trova tutta la mia distanza incolmabile fra il desiderio palese di continuare in modo nuovo e decente e la obiettiva incapacità di farlo il blogger.

domenica 6 giugno 2021

IL TEMPO OBLIQUO


Questo è un tempo obliquo, questo degli ultimi anni: quello che mi divora sul blog e sulla carta. Non posso dire che non mi appartiene ma vorrei che se ne andasse altrove a intorbidare il cuore. Trascorro una buona parte del mio tempo "ludico" su queste pagine elettroniche ma il mio tempo vero è altrove su un poggio a scrutare una porzione di azzurro marino incuneata tra il monte e la vigna; il tempo diretto è un ragazzo senza freni che mi ha raccontato altre storie con altre parole e altre intenzioni. Credevo di incontrarli tutti i visi che ho amato: gli uomini e le donne che, secondo me, dovevano essere tutti qui a vagare fra queste colline e il mare. Si sono celati nel gran corpo della terra: di loro hanno lasciato, qua e là, soltanto l’eco sciolta del loro essere persone…e mi hanno dato una lezione di asciuttezza e dignità. Ho sperato che ci fosse almeno lei, doveva esserci e ho gridato il suo nome al vento ma non è tornato niente indietro: così sono inciampato nei sogni e, adesso, andarmene sarà solo un’illusione. Voglio dirvi che ho camminato tanto da scordare il punto di partenza, che mi sono finto mille altre cose da quest’uomo che guarda ostinatamente davanti a sé. Non c’è astio, non c’è rammarico ma ho capito che non sono più qui: ho capito di avere un senso solo col vento vero sulla faccia, con i ricordi che non si possono raccontare. Omologazione va letta in questo modo insieme ad Enzo Rasi, tornare o sparire in un modo o nell'altro fa parte del suo DNA; le pagine hanno questo terribile pregio, restano, le riapri e le usi come trastullo della mente e del cuore quando più ti aggrada. Ciò che si scrive testimonia sempre qualcosa o qualcuno, annullarle equivale ad uccidere definitivamente chi le ha prodotte. Io non le ho annullate.