I sogni dei quattordici anni non ti mollano mai: fai giri lunghissimi e loro sono appresso a te. Quando non te l'aspetti spuntano nello spiazzale, fanno carosello attorno alla tua sorpresa. Le mie illusioni sono in gran parte cadute una dopo l'altra: non significa quello che state pensando è una situazione diversa. Incassi calci in culo in quantità industriali e bleffi, quando puoi bleffi e continui a giocare, prima o poi mi rifarò dici sapendo di mentire, ma il fiato è sempre più corto e i sogni ogni notte ti stanno addosso e ti guardano. Non dicono una parola, non è loro compito. loro devono sognare e farti immaginare un mondo e una vita diversa: delle delusioni non gli frega niente. Essere disillusi non incide sulla capacità di sognare, non per me almeno. Mi dico anche che se si realizzassero qui e ora tu non saresti più all’altezza di indossarli. Ripartiamo dalla nostra fine.
sabato 4 gennaio 2020
giovedì 2 gennaio 2020
L' ULTIMO E COSì SIA
Io sono Enzo, Enzo Rasi.
Dentro il mio nick c'è il mio vero nome, dentro quello che scrivo la mia anima
e voi l'avete spesso ignorata.
Forse lo avete fatto semplicemente perchè io non rispondo ai vostri canoni
e sono inadeguato alla tendenza virtuale del periodo.
Ebbene sì sono inadeguato e digerisco male i compromessi, eppure ne ho dovuti fare molti anch'io.
Adesso però questa storia è finita,
io scrivevo così, ora ho smesso, non mi interessa più, non nel senso che vedo
interessa a molti di voi;
mi interessavano altre cose e non le ho trovate.
Ero un solitario, sono rimasto tale.
È necessario imparare a leggere prima ancora di imparare a scrivere,
non sono molti a saperlo fare.
La gran parte delle persone incontrate in questo ambiente non ne sono capaci
ma credono arrogantemente di sì.
Se impari a leggere ti aprì alla conoscenza e all'analisi delle dinamiche umane:
e così che non puoi disconoscere le tue responsabilità.
Se leggi e leggi ad ampio spettro, se leggi oltre il tuo piccolo mondo, la tua piccola storia,
se lo fai fuori dal conforto della tua ideologia di riferimento,
entri in una dimensione affascinante e pericolosa.
Sono prove fondamentali per un intelletto vivo, spesso ti cambiano dentro.
E ti lasciano solo.
Scrivere è un tentativo di eternità. Io sono dentro le cose che scrivo
perchè esse sono sincere, raccontano la mia vita e i mei sogni
ma quasi nessuno di voi in dieci anni ha mai commentato sull'argomento proposto,
mi dispiace dirvelo ma è un difetto trasversale e copre sia lo zotico grezzo
che il saccente intellettuale del web.
Questo è un addio.
martedì 31 dicembre 2019
POESIA DI UNA RIGA
Poesia di una riga
scorciatoia per un paradiso senza rateposizione certa
del mio vivere incerto.
Mi avvito senza fretta
e sono già dentro il sogno
il cuore dentro e gli occhi fuori
a scrutare il fastidio e la mancanza
le buone maniere
e il mio definitivo commiato.
lunedì 30 dicembre 2019
NON SO PIU' SCRIVERE- Dedicato a mia madre
Il mio blog è per tutti, nel senso che è aperto a chiunque voglia leggerlo ma in realtà non è a volte neanche mio ma di un altro Enzo che scrive per ricordarsi di esistere mentre bussano alla sua porta raccontandogli cose che con la sua esistenza non c’entrano nulla. C’è una dimensione a parte ormai tra quello che scrivo e quello che si intravede dietro la scrittura….Molti discorsi sono veramente fuori tema ma forse non è colpa di nessuno. E’ estremamente difficile comunicare in modo consono la propria dimensione intellettuale esattamente così come si forma dentro una persona e lo è altrettanto percepirla e “discuterla” laddove tale discussione abbia un senso che vada al di là di un affermazione di esistenza. Niente di ciò attiene al blog normalmente inteso, si avvicina semmai ad un’esperienza da diario cartaceo o addirittura da libro; nessuna di esse vuole sostituirsi nel mio caso a questo blog, qui ed ora. Ho subito un lutto gravissimo e profondo ma chi mi ha lasciato possedeva con naturalezza la misura e la simpatia, nel senso greco della parola, del comunicare e scriverne. Io appartengo ad una generazione più nevrotica e conflittuale che ha mantenuto il fuoco e i suoi effetti devastanti senza avere in cantina buona legna da ardere. Ma non mi rassegno. Mamma, vedi come tutto indifferente scorre? Non sono riuscito a fermare le nostre parole, queste come le altre della nostra vita. I tramonti ad occidente, i libri nella grande libreria di casa, le foto di famiglia e questo vecchio ragazzo che adesso è rimasto solo. Arrivederci mamma. Insegnami a scrivere daccapo con l’allegra pazienza che io mai ho posseduto, sarebbe il miglior modo di spiegare a certi personaggi che si spacciano per il sale culturale del mondo cos’è la vera cultura e come saziare la sete del sapere. Mi dicesti di scrivere molto tempo fa perché sapevi e mi avevi custodito tu. In fondo non ho fatto altro che seguire il tuo desiderio. Era il nostro modo ed anche adesso che le battute cambiano e il ritmo segue un’altra armonia sento che continuare è un buon modo di rispondere alla sua carezza. Farò cosi e lei mi sorridera’… Sorrideva sempre.
Iscriviti a:
Post (Atom)