sabato 5 dicembre 2020

LIQUIDA

Piove ininterrottamente da ieri. Col viso poggiato sui vetri della finestra disegno fiati e gocciole che pian piano scivolano giù. Non ho stagioni preferite in assoluto, piuttosto mi piace il loro alternarsi, il loro correre e trascorrere le une nelle altre. Come la mia vita e le vostre che sento frusciare dietro i separè degli indirizzi informatici. No, non è tristezza, sono solo acquattato sul battito del mio cuore. Più tardi mi innamorerò di un’altra donna fingendo di non riconoscerla poiché è sempre la stessa. Le dirò: " Sono qui, dai un senso alle cose che vedo, fa uscire la musica dai miei simulacri incantati ad immaginarti. Amami per nulla, per tutto, adesso così senza rendez vous, amami perché hai capito…o fingi con un sorriso che io sia ancora il ragazzo dai capelli rossi e gli occhi chiari che avresti potuto amare".
Attendo una risposta da una vita ma mi giungono solo frasi a metà, difficili da interpretare, più adatte a un malinconico ripiego che ad una scintillante avventura. Piove, meravigliosamente piove, l'acqua detta un ritmo diverso al mio tempo, lascia dentro di me pozze piene di riflessi tremolanti: vi sbircio dentro e l'uomo che sono ritorna bambino con dei contorni imprecisi e molti sogni ancora da afferrare. Prima del grande secco dell'anima.

venerdì 4 dicembre 2020

LA RISPOSTA GIUSTA -


Parlo sempre e solo d’amore: non sarò certo io a dire la parola definitiva, a spiegarmi e trasmettervi finalmente il segreto bilancio di questo sentimento. Non sarò io e mi dispiace, in fondo penso di averla intravista un paio di volte la risposta giusta…troppo poco e troppo in fretta. Che mi manchi da morire è palese, altrettanto chiaro che non sarà in questa vita che potrò stringerle i fianchi.

giovedì 3 dicembre 2020

LA PACE INUTILE -


Placarmi oggi mi lascia stanco e svuotato. Mi fa essere un sasso lasciato cadere dentro l’acqua ferma di uno stagno: un peso che trascina con sè, sul fondo, tutte le grida e gli insulti, le inimicizie e le delusioni. Oggi questa pace mi annulla e mi delude, oggi raccoglie i miei anni precedenti e li porta davanti al tribunale della vita e lì la sentenza è già scritta. Placarmi o no mi lascia inutile.

mercoledì 2 dicembre 2020

NON PIACERSI PIU' -


Queste pagine sono il mio specchio, riflettono un uomo che non si piace più a sufficienza ma non può rinnegare se stesso. Il blog è una parte di me che non riesco più a far crescere come vorrei e che non mi aiuta più nell’interloquire con quelli di voi che stimo di più. Il blog vi dice alcune cose, importanti non lo nego, ma non le dice tutte. Sono un vecchio borghese meridionale aristocratico e demodè quanto basta per restare così: sospeso.

martedì 1 dicembre 2020

CONFESSIONE -


Perché dovrei mentire? Son stato così fin da bambino, probabilmente mi ha sempre affascinato il "femminino" più di una donna in particolare. Ci sono stati 2 soli amori veri, profondi e vissuti nella mia vita; nessuno risolto o finito, entrambi distruttivi per il corpo e per la mente, per la seconda specialmente. La mia educazione sentimentale prevede un coito e un orgasmo continuo come unico rimedio ad una morte inutile e banale. Voi mi piacete e sento dentro di me il ricordo dell'utero che mi condotto su questa terra, per questo lo rispetto e lo inseguo da sempre, a modo mio ovviamente e, adesso, in modo più chiaramente mentale. Ciò non vuol dire che nego il corpo, significa solamente che dalle mie membra pretendo quanto dalla mia testa, cioè troppo. Mi turba vedere come il sorridere, l'entrare in contatto sul serio e psicologicamente in modo virile con l'altra metà del cielo, produca tanto scalpore. Io non potrei vivere senza l'idea di un'altra prospettiva nell'aria che respiro e questo mi eccita organicamente e mentalmente. Credo che la mia capacità seduttiva sia proporzionale alla mia misoginia e al senso di libertà che lascio intravedere: non ho mai incontrato una donna che mi abbia amato dentro, per amore e basta, per libertà, solidarietà e piacere di regalarmi, oltre ai suoi umori, anche la sua sensibilità. Scusate la crudezza ma questa miseria affettiva non potrà mai venire colmata da nessun esercizio fisico e mi ha distrutto condannandomi ad essere un viandante senza domicilio fisso nel cuore di nessuna; dovrei odiarvi per aver ucciso dentro di me la luce di una speranza in un rapporto condiviso alla pari, per aver mutato le differenze tra noi in handicap insormontabili. Ma c'è un eco lontana e dolcissima che ancora mi raggiunge e mi fa considerare la vostra aridità, il vostro utilitarismo, la vostra arroganza fisica come superiore intelligenza, amorosa concretezza, sensuale richiamo. Forse voi intuite tutto questo ma, arrivate sulla soglia dell'ultimo gesto invece di spogliarvi del tutto cominciate a rivestirvi; di cosa avete paura? Di un pene senz'altro no, della testa pensante di un uomo alla pari forse sì.

lunedì 30 novembre 2020

UN SEGNO

Non è vero che si scrive sempre per qualcuno, per gli altri. Si scrive anche per se stessi, per andare in profondità a cercare la parte più vera, quella fragile, quella difettosa, quella che fa paura. Si scrive per restare in equilibrio sulle righe dei pensieri, per trovare un centro, per cercare risposte, per vedere le contraddizioni. Per ritrovarsi interi dopo un percorso che non finisce mai alla fine del foglio, ma continua tutto nella testa, negli occhi e si adagia sul cuore. Si scrive su carta, in rete, si scrive di giorno e di notte, si scrive in silenzio o nel chiasso più tremendo. Scrivere è un incantesimo, lo è sempre stato.
DALLA RETE, O QUASI