sabato 14 aprile 2018

UN ITALIANO SICILIANO -

Avevo da sempre sentito alcune forti remore a considerare i siciliani e la loro terra come parte integrante a buon diritto del corpo sano di questa nazione. Erano miasmi più o meno forti che a seconda dei casi si rendevano evidenti in certi contesti politico-sociali. Poi si diradavano e sembrava che il concetto più alto e nobile di un Italia e di un Sud eguali nelle prospettive civiche e intellettuali avesse il sopravvento. Mi sbagliavo! Ho trascorso una gran parte della mia vita oltre lo stretto, in province molto lontane da qui, in città eleganti e pulitissime, con cieli e profumi diversi per l’aria. Non è facile vivere in una città o in una regione portandone un’altra sempre viva nella pancia. Io la mia storia l’ho vissuta da siciliano che si sente italiano (non riesco a dirla meglio), è questa coscienza insulare a permettere a quelli nati in Sicilia di sentirsi naturalmente italiani: non capisco perchè per gli altri italiani debba essere così difficile percorrere questa strada. Certo è un percorso che inficia molti interessi e privilegi, che necessita di apertura mentale e coraggio, non è una strada comoda sempre. Ma è l’unica.

giovedì 12 aprile 2018

IRREDIMIBILI -

Dando per scontato che ognuno sul suo blog è libero di scrivere come e ciò che vuole non si può negare che esistono dei criteri e delle misure che vengono universalmente conosciute come valide; una sciocchezza, una volgarità o un testo insulso e insignificante restano tali anche se correttamente scritti. Sono addivenuto alla conclusione che i blog sono irredimibili, che la percentuale di stronzi supera di gran lunga quella delle persone normali e desiderose di un contatto o di uno scambio di opinioni. La rete è lo specchio della società violenta e becera che domina questi tempi: una giungla crudele con poche oasi assediate da belve feroci. Puoi stare in rete solo come un castello assediato, pieno di spuntoni e fossati, difeso da armigeri e pronto a sollevare il ponte levatoio
(LEGGI MODERAZIONE DEI COMMENTI).

lunedì 9 aprile 2018

UN BACIO PIENO D'ARIA -

Era il primo anno di liceo classico quando una ragazza mi rivelò il mistero del parlare e dello scrivere: io le dissi ti amo, lei si avvicinò e si mise un po’ di sbieco affinché potessi ammirare la lunghezza delle sue ciglia e mi rispose: “Scrivilo, non dirmelo perché lo dimenticherai, scrivilo con un bacio.” Ho parlato con migliaia di persone ed erano tutte chiacchiere importanti, l’unico ricordo che conservo di esse è un’eco lontana. Scrivo da quel pomeriggio in cui Enzo scrisse a Tiziana con un bacio lento e pieno d’aria che era innamorato di lei. Così Tizzy c’è ancora, con la gonna a quadri e lo spillone dorato e la camicia chiara sopra il seno ansimante. C’è perché ne ho scritto. Allora come adesso, scrivo per pesare di più sulla bilancia della vita o per continuare a crederlo. Ognuno di voi ha la sua ricetta e relativa posologia dentro la tastiera… miliardi di battiti e di baci, un firmamento di astri luminosi che contengono le nostre vite, che continueranno a riflettere sulla terra anche quando i proprietari saranno volati via.