sabato 20 settembre 2025

GENOCIDIO


Ogni giorno da mesi, a tutte le ore si pronuncia quel termine orrendo che purtroppo la storia conserva nei suoi annali. Ma l'accusa di genocidio contro lo Stato di Israele indigna profondamente quanti conoscono la realtà storica e le finalità, esse furono chiaramente indicate nella Convenzione sul genocidio adottata affinché non di ripetesse mai più l'orrore dell'Olocausto voluto dal nazismo.
La distruzione totale del popolo ebraico,  con l'uccisione di tutti gli ebrei ovunque ognuno di loro di trovasse, in Germania, in Europa, nel mondo. Distruzione ottenuta attraverso una strategia elaborata e meticolosamente perseguita , accompagnata da una capillare e martellante propaganda di una ideologia fanaticamente razzista, con deportazioni segrete e uccisioni su vasta scala ugualmente segrete. Osservate attentamente, è l'assioma scritto nero su bianco nei proclami di quasi tutti i paesi arabi
 e stampato a lettere di fuoco nei programmi di HAMAS!
Ma nessuno vuole leggere al di là dei proclami di certi partiti e di certi personaggi  (alcuni come Enzo Iacchetti francamente ridicoli). Nessuno pensa che oggi piu' di un milione di palestinesi vive da sempre in Israele, con identici diritti civili e politici della popolazione ebraica; sono palestinesi di cittadinanza israeliana, rappresentati dai loro partiti in parlamento, vivono nelle stesse città, studiano nelle stesse scuole, viaggiano su identici treni e aerei, si curano negli stessi ospedali della popolazione di religione ebraica. Chi lo dice tra quelli che giornalmente gridano, insultano , si stracciano le vesti in tv accusando l'occidente e l'Italia di genocidio continuato?
A Gaza i palestinesi sono invece vittime di un solo carnefice, Hamas, che li usa orrendamente per costruire una falsa e atroce narrativa di genocidio. Ma attenzione, il loro carnefice è solo ed esclusivamente quell'organizzazione terrorista che tutti - tranne l'Iran - vorrebbero estirpare per rendere possibile uno Stato Palestinese. Ma nessuno lo sta facendo, solo Israele!

La solitudine di noi

Se ami non fai l’amore, ce l’hai dentro e lo tiri fuori, non ti vedi mentre lo fai e quindi non hai nessuna pruriginosa fantasia sessuale. Non c’è sesso nell’amore ma solo sviluppi trascendentali di una nobiltà eterna che hai come patrimonio da spendere. E lo spendi male, sempre. Il concetto di piacere sessuale sta stretto dentro il mio amore: prima no, prima ci stava benissimo ma era un’ipotesi. Desiderio di seno, di pelle, di labbra: cerco di penetrarti con le parole e ti bevo con la mente. Sono trascorsi pochi istanti ma non posso più tornare indietro, è una tensione inarrestabile verso un orgasmo liberatorio; te ne sei accorta e ti sei riconosciuta, mi agganci con i tuoi occhi verdi, quasi febbricitanti, e non mi lasci più. Forse pensavi che tutto questo non fosse possibile, pensavo anch’io la stessa cosa prima di conoscerti. Ascoltami, ora, in un attimo, sta morendo il vecchio ragazzo che sapeva molte cose. Al suo posto sta nascendo un uomo nuovo, ignorante di tutto, ma curioso d’ogni cosa. Parlami, signorina, avvelenami un po’ alla volta: sta scomparendo tutto, gli oggetti e le persone intorno a noi. Saremo soli io e te fra poco, assolutamente soli. Quel che non sapevo è che la solitudine di noi mi avrebbe accompagnato per sempre. Ho amato, profondamente e senza alcun ricambio: è l’unico modo per diventare uomini. Comprendere ad un certo punto della propria esistenza che ognuno è solo e che la fragranza di una donna è solo un meraviglioso dono fugace e non prevede appartenenze di sorta. Una ragazza è solo sua, mai apparterrà a nessuno: il legame sessuale è solo una parentesi che ha un senso in una dimensione di libertà. Più tardi mi innamorerò di un’altra donna fingendo di non riconoscerla poiché è sempre la stessa: le dirò” Sono qui, dai un senso alle cose che vedo, fa uscire la musica dai miei simulacri incantati ad immaginarti. Amami per nulla, per tutto, adesso così senza rendez vous, amami perché hai capito… o fingi, con un sorriso, che io sia ancora il ragazzo dai capelli rossi e gli occhi chiari che avresti potuto amare”. Penso che la magia iniziale resti indelebile, mutano altre cose; in realtà ciascuno di noi è impreparato all'incontro con il mistero che chiamiamo amore e quando ci attraversa dobbiamo cavalcare un uragano potente. Quel "noi" che vive l'innamoramento e l'amore non muore, resta per sempre a morderci il cuore ma l'altro che recita assieme a lei il copione della tragedia si "consuma" e illanguidisce nella quotidiana mediocrità ed è in questo confronto che l'idea dello splendore precedente ci uccide. Non so se sia un fatto genetico ingovernabile, non so come sia possibile elaborare in modo decente questo lutto, so però che il patrimonio enorme che abbiamo avuto tra le mani va difeso e custodito a qualsiasi costo perchè la bellezza e la luce esistono e ci guidano. Senza di esse noi siamo inutilmente vivi e altrettanto inutilmente morti.. Perdonate l'astrusità dei concetti ma costringere il metafisico dentro le parole umane cosa complicatissima é.

venerdì 19 settembre 2025

LA MIA FORZA -

Vorrei raccontarvi cose nuove e strabilianti invece continuo a pubblicare la medesima cosa: la mia vita, il mio sentimento, la mia spiegazione. E quindi la mia forza.

Gli orrori, quelli veri

Sei una bambina. Cinque anni. Sei del Sudan, e il tuo peccato è esistere. Non sei musulmana, sei altra. 
Sei scheletrica, pelle nera come la fuliggine, e il mondo ti ha già dimenticata. I miliziani filogovernativi potrebbero arrivare da un momento all’altro. Se arrivano, morirai. Ma oggi no. Oggi non è la morte con un colpo di fucile. Oggi è l’infibulazione. Oggi è il coltello. 
Ti strappano via tutto, senza anestesia, perché il tuo dolore non conta. Il tuo corpo non è più tuo. È una ferita aperta, e tu urli, ma nessuno ti sente. Poi, la fame. La fame che ti rode le viscere, che ti trasforma in un fantasma. E poi, finalmente, arrivano loro. I miliziani. 
Uccidono tuo padre davanti a te. Violentano tua madre finché non smette di respingere i coltelli con le mani. Poi tocca a te. Sei troppo piccola, ma non importa. Sei una bambina nera, e il tuo dolore non fa notizia. 
 È come il 7 ottobre in Israele. Stessa ferocia. Stessa disumanità. Nessuno mette la tua foto nei profili. Perché? Perché sei nera. Perché sei povera. Perché non c’è un conflitto geopolitico da strumentalizzare; sei solo carne da macello. Sei sopravvissuta? Ora sei una schiava. Schiava sessuale di un predone che ti chiama "cagna infedele" mentre ti spezza. Ma almeno... sei già infibulata, no? Che fortuna. Così lui non dovrà preoccuparsi di "rovinarti" per altri. E intanto, il mondo urla "All Eyes on Gaza". Ma i tuoi occhi? I tuoi occhi sono spenti. E nessuno li guarda.

giovedì 18 settembre 2025

PENSARE ALL'AFRICA, Lampedusa così lontana così vicina -

Ventanni fa ci pescavo in modo superbo: anche entro i 10 metri di profondità la fauna era incredibile. Talvolta di sera mentre il disco rosso scendeva in acqua, seduto su una delle banchine di cemento del porto mi fermavo a pensare all'Africa. Pensare all'Africa, alla costa a poca distanza sull'altra sponda, così simile a quelle della mia isola grande. I "neri" c'erano già ma non in grande misura, dopo una settimana alle Pelagie diventavamo tutti "neri"; pensare all'Africa mi distoglieva per poco tempo dai programmi della prossima battuta di pesca sub. 
Ventanni fa sull'altra sponda c'erano Egitto, Libia, Tunisia...Algeria....Marocco e i loro boss in giacca e cravatta oppure con la tunica bianca Oggi non c'è nessuno. C'è solo un oceano di sabbia che si arresta davanti alla costa. Ci sono i trafficanti del deserto, i basisti dei porti, i proprietari dei barconi. E ci sono migliaia di disperati che si vendono anche l'anima (o le loro donne) pur di andarsene dai loro paesi senza futuro, pensando che invece qui il futuro ci sia. 
Qui c’è l’Europa di Hollande, Lagarde, Draghi, L'Europa del trattato di Dublino 2 (SONO FATTI DEL PAESE DI ARRIVO) e un buon numero di deputati europei, sì europei, ben vestiti, pieni di soldi con donne sexy ed eleganti al fianco Audi o Bmw ad aspettarli. L'Europa che dice che gli Italiani non sanno fare... Gli italiani? I siciliani, non gli italiani dai, i terroni non la gente giusta delle fabbrichette, dei commerci, di chi lavora e non parassita. Prima di arrivare in Europa c'è un pezzo di terra bruciata, una zattera in mezzo al canale di Sicilia un pezzaccio di terra posata su basamento marino africano. Non avete capito? Prima di arrivare in Europa c'è il meridione. Sono fatti nostri che siamo in fondo più simili ai migranti che a un cittadino di Monaco, Vienna...Abbiategrasso. Prima o poi qualcuno col fazzoletto verde dirà che la soluzione è cannoneggiare i barconi.

mercoledì 17 settembre 2025

Asocial

Che io ci sia, risponda, non mi fa più vivo, mi fa solo più social: esisto ancora seppure in modo diverso e quando non ci sarò più se la scrittura è ancora fruibile qualcosa di me sarà restato. Con o senza interloquio la mia esistenza avrà un senso nonostante tutto. Io ci credo fermamente, è il motivo per cui al tramonto della mia vita sto lasciando visibili tutti i miei testi su TUTTI i miei blog: questa risposta vale per chiunque passi da qui e legga. Se in questi anni a seguito dei miei post ci fosse stato un vero interloquio, commenti che mi avessero dato l’opportunità di sviluppare un discorso più ampio centrato sullo scritto allora sarei rimasto, avrei avuto uno stimolo in più. Ma così il discorso è da ritenersi chiuso. La scrittura resta, i mei sogni restano, la mia vita non muta per i desideri superficiali di altri, Enzo è vivo nel suo intelletto e nelle cose che scrive. Che sia letto, accettato, conta meno. Lasciare una traccia di me era importante. L’unicità è un grande pregio, non deve diventare arroganza ( il rischio è alto); chi scrive qui è un campione di imperfezioni vi assicuro e ci convivo. Scrivo da sempre, mi viene facile e naturale fin dai tempi delle elementari e poi via via negli anni della giovinezza e della maturità; ho usato sempre la scrittura nei contatti che stimavo importanti della mia vita. Scrivo per non dimenticare e non farmi dimenticare, scrivo per capire ( innanzitutto me stesso), se capisco comunico altrimenti mi chiudo. Ma non c’è solo questo: scrivo perchè mi piace e MI PIACCIO! Non serve mascherare il lato edonistico e narcisistico della mia presenza qui: non mi fa ombra confessarlo.

un contratto infinito

Sono i desideri che salvano, la spinta a passare oltre, la crudeltà del non ricordare; ma vedi bbedda questa è una storia d’amore, ne ha tutte le caratteristiche e, come tale, vive in quella perenne sospensione di futuro e di giudizio che le è propria. Ho pensato molte volte in questi anni a possibili varianti, alle decine di “slidingdoors” che potevano aprirsi se… Infine sai cosa resta Giulia? Restiamo noi. L’infinita bellezza che si insinua almeno una volta dentro la vita di ognuno di noi: hai ragione io non potevo salvarti, è stata la bellezza a salvare noi! Tu non sei scivolata via. Quando ti ho abbracciato per l’ultima volta ero pronto a scriverti sulla bocca che non ci saremmo lasciati mai… sciocchezze vedi, ci siamo lasciati! Ricordarsi è un altro affare, è un contratto con l’infinito sai.