Cassibile è una strada lunga e diritta come una spada che taglia in due la campagna a sud di Siracusa, un rettilineo che sembra non voler mai finire, immerso fra ulivi, viti e agrumi; il mare non è lontano e se ne avverte il respiro nell’aria. C’è quasi sempre un luminoso chiarore proprio a sud, là dove l’ultimo promontorio siciliano sprofonda nel mare ad una latitudine inferiore a quella della Tunisia. Cassibile è il monumento che la storia ha eretto a un momento di cinica “differenziazione” del divenire delle vicende italiane; l’armistizio firmato in queste campagne l’8 settembre del 1943 ha separato in modo definitivo due Italie, due mondi e due prospettive. L’ armistizio ha segnato la fine della guerra nel meridione e l’inizio della resistenza e della guerra civile nel settentrione.
venerdì 3 maggio 2024
martedì 30 aprile 2024
BORSELLINO
La condanna a morte venne eseguita a questa stessa ora di ventanni fa.
I cento chili di esplosivo con cui fu imbottita una 126 parcheggiata davanti alla casa della madre fecero il loro dovere: brandelli di pelle e di arti furono sparsi in un ampio raggio di via D’Amelio e il palazzo fu seriamente danneggiato. L’AGENDA ROSSA sparì immediatamente, la possibilità di indagare seriamente era stata già compromessa l’anno prima quando Falcone andò a Roma.
Oggi molti chiedono la verità, alcuni la pretendono, io la conosco, arrogantemente la conosco ed essa mi mortifica ogni giorno come cittadino e come siciliano. Borsellino come Falcone è stato assassinato perchè era un uomo onesto serio, preparato e non propenso a patteggiamenti con la mafia. Quindi pericolosissimo per cosa nostra e per tutto l’apparato statale che sottobanco con essa faceva affari redditizi. In Sicilia la gestione economica dell’amministrazione pubblica fa muovere denaro in termini enormi e da sempre la mafia entra in questa gestione e può farlo solo col tacito assenso del ministro o del pezzo grosso. Gli altri, i vassalli più o meno piccoli possono lavorare a tessere la tela di soldi e tangenti. Non è mai direttamente il presidente, il capo del governo o i suoi diretti, e più esposti mediaticamente, collaboratori a fare la telefonata a ricevere il boss…a mettere la firma: sono i sottoposti e il danno avanza ugualmente! Ma pensare che le alte cariche istituzionali e politiche a Palermo come a Roma non fossero coscienti di una bomba, un detonatore e una serie di stragi è solo una barzelletta stronza ed io oggi non voglia di ridere. Ciao Paolo.
PICCOLA POSTILLA. Vi invito a leggere “Le ultime parole di Falcone e Borsellino” edito da Chiare Lettere, un libro di cui ho parlato recentemente; non amo i magistrati presenzialisti e politicizzati, quindi non amo Ingroia e Scarpinato ma la disanima del fenomeno mafioso è espressa in questo libro con una feroce lucidità da renderlo imperdibile! Le parole pronunciate dai due magistrati uccisi oggi a distanza di ventanni sono un atto d’accusa tremendo contro questa Nazione e i suoi rappresentanti locali e nazionali.
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