martedì 20 ottobre 2020
Arriva il momento in cui raccogli le tue cose, le guardi, le accarezzi e poi con calma le infili nel tuo sacco e prendi la strada che porta al tuo ultimo rifugio che è intellettuale, culturale, solitario, lontano da diatribe e da convenevoli da salotto, senza tessera di partito, senza audience, senza nulla ma con tutta e per intera la mia dignità di uomo.
domenica 18 ottobre 2020
POESIA DI UNA RIGA
Poesia di una riga
scorciatoia per un paradiso senza rate
posizione certa del mio vivere incerto.
Mi avvito senza fretta
e sono già dentro il sogno
il cuore dentro e gli occhi fuori
a scrutare il fastidio e la mancanza
le buone maniere
e il mio definitivo commiato.
Appartenere
Appartengo ad altro
Le mie fibre tessute altrove
Mi esclude da qui il mio resto
antico
Appartengo alle suppellettili
scomparse della casa di mia nonna
A quelle scale di paese
All’odore d’ombra
mentre fuori impazza il sole
Appartengo a un sogno
spezzato
A un ricordo malinconico e feroce
Appartengo allo sguardo complice
di mia madre
alla sintassi che mi insegnò
bambino
Alle rondini d’estate in terrazza
sul profilo del mare
Al silenzio dello scirocco appartengo
Ai suoi mille motivi
Alla sua consapevolezza in ritardo
Appartengo per diventare apolide
oggi
estraneo domani
Appartengo alle note di un pianoforte
in salotto
ai solchi di un disco
in camera mia
Anche tenendo saldi in mano
I fili di un tempo andato
La mia appartenenza
mi ha escluso definitivamente
Non vi appartengo
e non mi basto più.
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