sabato 25 maggio 2019

OMOLOGAZIONE DIECI ANNI DOPO

Per molti di voi sembra una cosa senza senso: molti blog, gli stessi testi solo organizzati in modo diverso. C’è una gran parte di ragione. Però tutto questo non vi crea alcun fastidio e il vero problema, in qualsiasi modo io abbia organizzato la mia scrittura, è ben altro. Attiene ormai da molto tempo alla mia fine sostanziale come blogger, alla mia palese incapacità di relazionarmi con questo esterno virtuale e alle conseguenze prevedibili di tale difetto. 
All’inizio leggevo circa una trentina di blog ogni giorno e ne commentavo almeno una ventina anche se non vi era nulla da commentare! Avevo intuito che l’unico modo per esserci ed essere letto qui è visitare in modo visibile e tracciabile gli altri blog: non ci sono alternative alla lettura dei vostri post con commento a seguire. Il “like” è soltanto un succedaneo di poco conto. Commentare è indispensabile, presenziare una conditio sine qua non, se non ci riesci il tuo spazio torna ad essere un diario privato segreto non dissimile da quelli cartacei di vetusta memoria. Compreso questo assioma di fondo cercare blog degni di spingermi ad un commento meno formale diventò il mio impegno primario: in quest’ottica fino a tre anni fa ho girato il web in lungo e in largo , attirato come sempre dalle diversità culturali e concettuali rispetto alle mie. Ovviamente le diversità non sono quasi mai “facili”, “discorsive” o interlocutorie sic et simpliciter. Io nella mia ricerca ho trovato un certo numero di spazi interessanti e stimolanti e un numero enorme di altri assolutamente inguardabili e, si badi bene, al di là della correttezza sintattica e della bellezza letteraria dei testi. Molti blog possiedono insito questa specie di cancro, alcuni insospettabili e la malattia viene fuori appena nel contatto comunicativo ti discosti dal trend dei commenti già presenti e dall’ideologia concettuale di base presente in essi. E’ stato così che per indole mia ho iniziato ad interrogarmi pubblicamente sulla sostanza comunicativa reale dei blog e su quella specie di galateo virtuale che li domina. 
Tali riflessioni sono risultate assolutamente indigeste alla maggior parte di voi: in alcuni casi sono state il motivo di querelle pesanti, inutili e distruttive per il sottoscritto. Alcuni di voi me lo hanno detto senza giri di parole: basta non ti sopportiamo più! Peccato per i testi di lamenti e autocommiserazione sul mondo dei blog… ti avrei letto con più piacere! Sei insopportabile e ripetitivo… etc etc. Comincio a pormi seriamente alcune domande... Il contatto con il mondo spirituale e intellettuale di ognuno di voi non può essere gestito allo stesso modo per tutti. Ci sono blog nei quali il testo è in sè concluso, non ha senso aggiungere nulla. In questo caso che si fa? Si scrive ho letto? Mi piace? Non mi piace (non è previsto)? Si ripete con altre parole il concetto già espresso dall’autore? Con le poesie ad esempio è difficile aggiungere e commentare qualcosa che abbia senso, La poesia è già una metafisica superiore, si assorbe e basta; non siamo qui a fare saggistica o analisi delle parole e dei testi , non siamo al Liceo e nemmeno professori di lettere. Se lo siamo dobbiamo tenerlo da parte perchè un blogger è altra cosa. Un blogger scrive, legge la realtà sua propria e la propone fuori, se una lirica è bella a mio parere l’unica cosa che si può fare e cercarne altre e ringraziare semplicemente l’autore. Ho incontrato inaspettatamente in rete un buon numero di poeti e poetesse di spessore: quasi tutti soli, isolati e senza lettori, con una pletora in coda di “bello, bellissima, meravigliosa, brava, Unica….”. Praticamente mai un commento che entrasse dentro la sostanza e l’armonia dei versi in questione. 
Sui blog gli argomenti di tipo esistenziale “degenerano” perchè hanno la peculiarità di essere privati, intimi, strettamente personali; su di essi il commento può al massimo definirsi in un – l’ho vissuto anch’io- perchè discuterne in termini di confronto con la propria diversa esperienza ha secondo me un senso relativo. Esiste anche il rischio di diventare invasivi, duri, supponenti e da un testo pulito possono nascere commenti sporchi. Gli argomenti di tipo sociale, politico e storico sono nei blog materiale esplosivo! Esattamente come lo sono i medesimi sugli altri media. Leggi entri e commenti SOLO se la tua opinione è in linea con quella dell’autore e degli altri commentatori. Altrimenti crei solo le premesse per farti mandare più o meno elegantemente a quel paese. Un vero peccato perchè è proprio in questi campi che la comunicazione del web tra i blogger potrebbe dare frutti notevoli, diversi dalle manfrine prevedibili e scontate dei canali ufficiali. Qualunque sia l’argomento trattato nei testi il sistema più semplice, quello più produttivo e comodo nei blog è usare il commento in modo incolore, indolore, simpatico e gioviale: ciò trasforma i colloqui ( con o senza moderazione) in vere e proprie Chat. Salotti più o meno zuccherosi pieni di trilli, ammiccamenti, stimoli che vanno in direzioni anche molte diverse dall’argomento proposto, seduzioni velate. E’ comprensibile che in tale contesto un blog diventi un oggetto diverso da un diario spirituale personale. I commenti sarebbero la vita e la morte di quello che scrivo, la mia liberazione filtrata dal mio sacrificio di dovermi confrontare con sintassi e storie diversissime da me. Non sono elegante e disponibile, spesso me lo impongo perchè sento che la luce che ho intravisto nei miei sogni ad occhi aperti vi comprende tutti; donne, uomini, omosessuali,poeti e puttane, letterati per finta e artisti universali caduti per caso su queste pagine. 
Sta diventando sempre più difficile tutto: I COMMENTI e le teorie interpretative da cui scaturiscono sono sempre più spesso “fantasiose”. Le relazioni virtuali che nascono dalle cose che scrivo arrivano a distanze stellari dalle loro premesse! O sono false quest’ultime o c’è qualcosa di intimamente errato nelle loro dinamiche. Noi come generazione di blogger siamo al novanta per cento dei cafoni virtuali senza speranza e senza cultura, dirlo, riconoscerlo e darsi da fare per imparare qualcosa è il primo indispensabile passo.

giovedì 23 maggio 2019

ADDIO

Attendo con una certa impazienza di inabissarmi assieme all’isola che mi ha custodito finora, è il destino che attende me e le mie imprevedibili apparizioni. Ho trascorso tutta una vita ad illudermi di far parte di un gruppo eterogeneo ma coeso; una sorta di popolo dell’aria, della terra e del mare, ognuno con le sue stimmate testimoni di infiniti ed estenuanti ricerche. Non è vero, non lo è in tutti i modi possibili: economico, politico, storico, esistenziale e culturale. L’ordine delle condizioni andrebbe visto in ordine inverso ma anch’esso è in fondo un esempio del divenire della mia vita in questa parte di mondo e di web. Dal denaro dispensatore di ipocrite sicurezze e di intollerabili ignoranze alla politica che è sempre stata un ciarpame di ignobile fattura sotto qualunque regime e presupposto sociale. Dalla storia stanca di prostituirsi in cento modi pur di essere accettata dai suoi lenoni, alla cultura infine che resta una vetta inarrivabile tanto più desiderabile quanto meno cercata con spirito fiero. La Sicilia, dove sono nato per volere fermo di mio padre ignaro solo in parte delle sue tremende responsabilità, la mia terra, è un’ipotesi segnata dal marchio di questa certezza antica: un’isola può sparire, non disegnarsi più all’orizzonte comune. Poco importa da quale volontà nasca questa magnifica tragedia, l’entità acquea, marina, già perfettamente definita da Omero, della civiltà mediterranea, si sorregge sui flutti ed è l’essenza stessa dell’instabile; per me e per tutti coloro che sono rimasti abbastanza a lungo su queste sponde vale l’eterna metafora dei naviganti, su di noi incombe il naufragio. E dirò, finalmente fuori dai denti, che è inutile nascondervi e nascondermi il possente impulso oscuro verso l’estinzione: che splendida e sensuale amante! Rincorsa nei giardini di un’adolescenza solare, posseduta a scatti nella giovinezza inquieta, e amata con tutto me stesso, sì con tutta la forza del mio intelletto, in questo scorcio di inutile maturità. Dirlo è liberarmi di un peso e dell’angoscia di vivere a metà, di respirare a piccoli sorsi: dalla Sicilia non posso sfuggire, non ci riuscirei. E’ un’impossibilità totale cui fa da contrappunto perfetto la volontà di provarci. Vivo così, è questa l’essenza magica di quest’isola, la sua essenza esoterica primordiale. Probabilmente non vi avrei voluto nascere e mi comporto come se non volessi vivere tout court: ho distrutto decine di esistenze anteriori a questa e mi sono riproposto in altri modi; tutte forme diverse per dire la stessa cosa, non mi sopporto. Tuttavia ho amato, vi ho amato, siete tutti stati, più o meno consapevolmente, interlocutori di un disegno più vasto. Coltivavo l’idea di una comunità scelta, elitaria per necessità, aperta per educazione, solidale per esigenza umana. E non potevo farlo se non da qui, dal mio profondo e meraviglioso sud; la storia, tutte le nostre storie, mi sono passate accanto ed io le ho studiate ogni giorno, anche a vostra insaputa, le ho accudite e sorbite con il fuoco sacro della mia esperienza. Ma non è servito a nulla, non a lenire il dolore né a colmare le distanze, tutte le voci sono diventate via via dissonanti e stridenti. Questa sinfonia si suona altrove e su un altro spartito. La nazione che io conoscevo, anche nei suoi migliori rappresentanti ha dovuto, voluto convenire ad altre scelte e adesso ritmicamente riproduce il refrain del federalismo, dello scollamento e della multietnia. E tutti i blog sono pieni di un cicaleccio continuo, di strane danze che manifestano il desiderio di essere accolti alla nuova corte da nuovi sovrani. Ed io non ho più nulla da scrivere se non la mia scostante estraneità a questi pseudoconcetti cresciuti con l’erba della bassa e annaffiati dalle acque di un possibilismo sconsiderato. Non c’è alcuna alternativa miei lontani bloggers, torneremo alle città e alle valli sospettose l’una dell’altra e coltiveremo i dialetti perché non abbiamo saputo possedere la lingua tramandataci dalla nostra storia culturale. A che serve postare, linkare, commentare se alla fine siamo tutti dentro l’identica prospettiva, quella di un reality- realtà costruito di sana pianta? A che serve pensare se il primo deficiente può usufruire della libertà virtuale per lordare l’espressione che hai amato e trasmesso? Dietro la delusione e l’agitarsi di questa sciocca apparenza a me è rimasta una quiete profonda, quella di certe sospensioni notturne adesso che la sera allungandosi regala più tempo per riconsiderarmi. Lo so che probabilmente state valutando queste parole come la quintessenza di un estetismo inutile e barocco ma non m’importa più. Capire, capirsi, mischiarsi, amarsi…dire finalmente. E dire basta senza nessuna specificazione perché una stagione è finita e le prossime saranno di altri ma non più mie. Vedete? Non ho cancellato Omologazione Non Richiesta, la ritengo bella e mia, di una possessività che non ha mai escluso, mai insultato ma solo definito confini di dialogo ormai desueti. Essa resterà qui nell’aria ed è l’unico suo valore: raccontare a chi passa e vuole ascoltare che Enzo è stato qui, che era vivo ed era siciliano orgoglioso di esserlo. Adesso l’ultimo atto: una cosa dovuta alla libertà di comunicare, lasciare libero questo spazio nell’etere e vedere passare la vita, le voci, i sussurri, le mani…le bocche, insulti sanguinosi e volgari o lodi suadenti e confortanti: appresso ad esse nessuna risposta definitiva. Non per arroganza bensì per una cosa che si chiama discrezione silenziosa o mortale superiorità. Dalle mie parti funziona.

martedì 21 maggio 2019

REVERIE

Leggera, leggerissima. Non avrei mai immaginato che la trasparenza scivolata tra noi diventasse nel tempo la nostra fine. C’era il tuo profumo ma il pianoforte ne aveva uno più forte, il legno e i suoi tasti aspettavano le tue mani e la musica. Quante volte si ripeté il miracolo? Quanti giorni consumammo assieme senza sapere nulla del futuro? Eri leggera, leggerissima, quando ti ascoltavo al pianoforte non capivo, non potevo sapere che il suono ci avrebbe portato così lontano. L’ultima volta fu un Debussy dalle note infinite, suonasti gli accordi finali con gli occhi chiusi, la musica si spense senza un sospiro, cadde ai miei piedi e si dileguò per le stanze della nostra vita. Leggera, leggerissima come un battito di ciglia.

Palermo 20 dicembre 1976

domenica 19 maggio 2019

NERO SU BIANCO -

Scrivere mi affascinava, mi affascina, mi riesce di una facilità sorprendente: devo ringraziare la dolcissima professoressa che era mia madre se non ho mai sconfinato nella piaggeria fine a se stessa. Mi è venuta voglia di sfogliare l’album e di sorridere nascostamente a tutte queste parole messe ordinatamente in fila l’una appresso all’altra. E’ in questo luogo che gli anni riesco a tenerli a bada, solo qui posso permettermi di sbagliare e poi disquisirci sopra con charme e in rima. Fuori da qui ci sono solo schiaffi in faccia… qualcuno di essi riesce ad entrare fino all’anticamera di queste pagine.

ELITARISMO -

L’elitarismo nei blog più che un rischio è una certezza! Penso che sia purtroppo inevitabile, non esistono parole per tutti (tranne forse che negli Evangeli) e non esistono blogger per tutte le stagioni. Forzare questo dato di fatto produce solo danni. Inevitabilmente parliamo e speriamo nella condivisione del mondo intero e altrettanto inevitabilmente dobbiamo poi accorgerci di quante siano in realtà le mani tese. In questi anni ho incontrato poche stanze veramente esclusive per qualità e profondità di scrittura, io ne sono lontano, la mia esclusività deve essere legata a qualcos’altro.

REVERSO

Dovete leggere giovani blogger, qui o meglio altrove ( anche sull'ormai desueto cartaceo) dovete leggere. Non è detto che sia lì la vostra salvezza, la gangrena montante di cui quelli della mia età sentono il puzzo più di voi per un semplice fatto di anagrafe non è certo che vi risparmierà per il fatto di aver letto. Ma creperete più dignitosamente e non è cosa da poco. Leggendo imparerete cosa siete, come ci siete arrivati.. e cosa vi aspetta; amerete l'eleganza naturale, fisiologica direi, della trasmissione scritta del pensiero perchè non sempre funziona all'inverso, non sempre ad una parola detta corrisponde un retropensiero, anche il web è strapieno di inutili zucche vuote! Dovete leggere se volete amare da esseri umani maschietti dalla virilità incipiente e pulsante e fanciulle su cui posare il desiderio nascosto di essere eterni attraverso le vostre vagine. Dovete leggere, dovreste farlo e INVECE NON LO FATE! Aggiungo che dovreste leggere FUORI dai vostri limiti territoriali, sociali e ideologici. Se siete di sinistra avete l'obbligo di leggere anzitutto a destra, se siete del nord di leggere al sud, se siete atei di leggere della fede e del misticismo. Non c'è verso, non avrete scampo, nè qui sul web nè fuori nella vita reale. Io scrivo del sud perchè da 40 anni leggo il nord e molti miei conterranei lo fanno, non siate pirloni orsù e prima di godervi Piazza Duomo assorbitevi Piazza del Plebiscito. Leggete invece di usare le vostre meningi in sterili e chiassose diatribe squisitamente ideologiche, leggete fuori dagli schemi ( gli stessi che vi/ci hanno completamente seppellito). Il post è dedicato a quelli che vogliono andare via perchè " L'Italia è diventato un luogo inabitabile" e lo dicono ogni giorno sui nuovi totem della letteratura sociovirtuale , Twitter, FB e blog. LEGGETE... e invecchiate con misura.
Diciamola tutta! Di cosa dovremmo lamentarci come italiani? Italiani poi…che parolona, sembra sottindere un popolo con una buona comunità di spirito e intenti la qual cosa poi a livello politico e amministrativo significa che siamo anche una Nazione! Questa è una barzelletta, pensiamoci sopra per favore. Se dovessimo analizzare con un minimo di serietà gli ultimi mille anni di storia e riflettere sui vari campi dello scibile e delle umane attività in questa lunga penisola gettata attraverso il Mediterraneo ci renderemmo conto di alcune cose essenziali.
- In campo letterario siamo delle mezze figure: Alighieri, Petrarca, Boccaccio, Guinizelli, Cavalcanti, Leonardo da Vinci, Il Poliziano ( troppo vecchi dite?)…Paolo Sarpi, il Metastasio, e un po’ dopo Carlo Goldoni ( non vi stanno bene neanche questi?)…proseguiamo nel tempo sperando che ci sia più propizio. Ve li butto lì un mazzo di pennarucoli da due soldi: Foscolo, Leopardi, Manzoni… ed evito di parlare delle mezze calzette che si agitavano nel meridione d’Italia, Matilde Serao, Giovanni Verga, Grazia Deledda… figuratevi che su questi personaggi di rincalzo i critici hanno osato parlare di cose assolutamente inutili ( ormai sconosciute per fortuna) come Verismo, Decandestismo, Neoclassicismo ( Carducci chi era costui?). - Facciamo bene a dimenticare per la nostra dignità di pseudoitaliani, chissenefrega di Dino Campana, Italo Svevo, Pascoli, D’Annunzio, Prezzolini, Papini, di quell’oscuro pessimista di Fogazzaro, o di quel volgare terrone di Pirandello ( pure il nobel gli hanno dato). Signori cospargiamoci il capo di cenere, noi di fronte al consesso internazionale di popoli colti non possiamo comparire. Possiamo mettere avanti gente mediocre come Gozzano, Govoni o Corazzini? E se dovessimo poi affrontare l’argomento innovazione letteraria ? Per carità! Palazzeschi, Marinetti, Soffici… non dimentichiamoci il periodo fascista nel quale emersero esattamente i residui di una dittatura, Benedetto Croce, Montale, Gadda, Baldini, Bontempelli, Malaparte… meglio dimenticare. A questo mondo, a questa Europa che giustamente ci bacchetta come somari tutti i giorni cosa possiamo contrapporre Pavese? Primo Levi? Ungaretti, Quasimodo? Una pletora di finti poeti e letterati che dimostrano il vuoto culturale di questa regione che tenta di darsi un tono internazionale. Ignoranti, senza storia, cultura, senza nemmeno una che sia una figura che illumini la seconda parte del novecento (Vittorini, Carlo Cassola, Giorgio Bassani, Vasco Pratolini, Emilio Lussu, Italo Calvino, Dino Buzzati, Alberto Moravia, Elsa Morante, ,Ignazio Silone, Ennio Flaiano, Goffredo Parise, Pier Paolo Pasolini, e magari anche qualche altro inutile terrone come Vitaliano Brancati, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Leonardo Sciascia e Gesualdo Bufalino.) Abbiate pietà europei di Bruxelles, cittadini del mondo che conta: noi non siamo che poca roba ed è inutile appellarci alle mezze calzette nate sul nostro territorio, ne faccio un elenco chilometrico e penoso…Romano Bilenchi, Natalia Ginzburg, Giovanni Arpino, Umberto Eco, Beppe Fenoglio, Fulvio Tomizza, Stelio Mattioni,Pier Antonio Quarantotti Gambini, Francesco Jovine, Raffaele Nigro, Alberto Arbasino, Luciano Bianciardi, Attilio Bertolucci, Giorgio Caproni, Sandro Penna, Vittorio Sereni, Giorgio Orelli, Elio Fiore, Lucio Mastronardi, Antonio Pizzuto, Dacia Maraini, Tommaso Landolfi, Vincenzo Consolo, Andrea Camilleri. Vincenzo Consolo, Giancarlo Majorino, Giovanni Raboni e Alda Merini. : Umberto Eco, Franco Fortini, Andrea Zanzotto, Giorgio Manganelli. Alberto Arbasino, Elio Pagliarani, Alfredo Giuliani, Edoardo Sanguineti. Sono affranto dal punto di vista di una letteratura decente e di respiro ampio non abbiamo prodotto niente nell’ultimo millennio. Ma forse in altri campi? Chissà forse lì potremmo recuperare.
In campo musicale per esempio, siamo o non siamo un popolo di mandolinisti ridicoli e fastidiosi. Infatti anche lì nei secoli ci siamo distinti con pseudocompositori come Scarlatti, Vivaldi, Monteverdi, Marcello, Pergolesi, Torelli, Tartini… Fesserie vero? Compositori di canzonette dell’epoca adatte solo ai grandi saloni di ricche feste nobiliari. Proviamo oltre, Cimarosa, Paisiello, Cherubini…un vero schifo! Se andiamo più avanti nel tempo sapete che troviamo? Troviamo gente inutile del calibro di Bellini, Donizetti, Mascagni,Puccini, Leoncavallo e infine il peggiore di tutti Giuseppe Verdi; ma come si fa a considerare l’epoca del melodramma italiano qualcosa di serio a livello generale per la musica? Ci hanno fatto un bel regalo a usare nomeclatura italiana per la terminologia tecnica musicale, chissà come. Anche negli ultimi decenni in fondo spuntano qua e là strimpellatori tutto fumo e niente arrosto, Nono, Pizzetti, Respighi, Malipiero, Wolf Ferrari, Dallapiccola. Non abbiamo scampo rassegnamoci, possiamo al massimo dire di avere qualche decente strumentista o direttore d’orchestra ( Benedetti Michelangeli, Pollini, Toscanini, Muti, Abbado, Ughi, Accardo). Quando proviamo poi a esaminare la situazione in campo muiscale leggero mamma mia!!! I peggiori cantautori del mondo ( De Andrè, Vecchioni, Dalla, De gregori, Gaber) e i peggiori vocalist ( Giorgia, Elisa, Mina, Mannoia, Vanoni) Niente da fare le note non ci sono amiche. Qualcuno potrebbe timidamente osare qualche nome in altri campi. Che ne so pittura, scultura, architettura, ma non c’è verso. Giotto, Cimabue, Pinturicchio, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Caravaggio, Tiziano, Tiepolo,Canaletto…Fattori, Nomellini, Longoni, Previati, Segantini, Pellizza, Boccioni, De nittis, Hayez…Boldini, Annigoni…Fiume, Greco, Guttuso, Cascella, De chirico…Fontana, Ligabue, Manzù, Migneco, Modigliani, Messina, Morandi…. Basta!!!! Per favore basta! E non mettiamo in mezzo artistucoli come Bernini, Mantegna, Canova, Verrocchio, Della Robbia, Della Quercia, Pollaiolo…Donatello, lasciamo in pace gente come Martini, Basaldella, Mascherini, Fazzini, Fabbri , Mastroianni, Pomodoro, Consagra. Al teatro europeo e mondiale non abbiamo dato nulla! Nè dal punto di vista dei testi nè da quello degli interpreti ( Pirandello, Eduardo de Filippo, Rosso di S. Secondo, D?Annunzio, Bontempelli…. Giulio Bosetti, Carmelo Bene, Gasmann, Stoppa…Petrolini, Baseggio, Eduardo, Ricci…Emma Grammatica, Valeria Moriconi, Rina Morelli, Sarah Ferrati, Marisa Fabbri.. Monica Guerritore… E se ci spostiamo nel campo della settima arte resta evidente il distacco con le altre cinematografie ( soprattutto quella americana e francese): chi abbiamo noi? Quello sconclusionato di Fellini, oppure Scola, D’amico, Visconti, Monicelli, Soldati, Avati, Lina Wertmuller e una decina di guitti che dal dopoguerra in poi ci hanno ridicolizzato sullo schermo e fuori (Gasmann, De Sica, Tognazzi, Volontè, Mastroianni, Bosetti, Giannini,Manfredi… Monica Vitti, Sophia Loren, Claudia Cardinale, Mariangela Melato, Adriana Asti, Margherita Buy, Giuliana de Sio Ne avrò dimenticati una quantità ma non fa nulla , attori e gente di teatro evanescenti e inutili non credete? In ambito scientifico si sa siamo delle schiappe da sempre, ultimamente l’UE ci ha comunicato che gli studenti italiani sono i più scarsi in matematica e affini. Naturale, in passato ci hanno rovinato Galileo, Leonardo, Fermi, Maiorana, Zichichi, Rubbia e una manciata di altri, molti dei quali sconosciuti e operanti all’estero dove per carità ci fanno il favore di accoglierne una gran quantità a scopo umanitario.

Però se è vero quanto detto finora questa attuale Repubblica, prima monarchia sabauda, ex dittatura fascista, ex coacervo di cento stati e regni e principati per secoli e secoli in una cosa almeno si distingue a livello internazionale. ABBIAMO GLI UOMINI POLITICI E UNA STRUTTURA AMMINISTRATIVA DELLO STATO DA PRIMATO, UNA MERAVIGLIA ASSOLUTA! Tutta la storia italiana degli ultimi 200 anni ce lo racconta: uomini e istituzioni alte e nobili, condotte da uomini di grande levatura morale e culturale ( dai gradini più bassi a quelli più elevati) costretti da un destino beffardo ad avere a che fare con un popolo di intriganti, maleducati e ignorantissimi cittadini. I padroni delle ferriere si sono sempre distinti per competenza e umana solidarietà: si sono levati il pane di bocca pur di dare il buon esempio ad una società cicalona e sprezzante! Ci hanno mostrato come si usano le istituzioni e i regolamenti, quale dovrebbe essere il livello minimo di relazioni civili in un paese democratico…e quanta fatica, quanto stoico affaccendarsi per migliorare e adeguare la struttura dello Stato alle esigenze e ai tempi nuovi! E’ questo il motivo per cui il mondo e l’Europa ci guardano esterefatti: vorrebbero aiutarci ma hanno ben compreso che con un popolo di mentecatti senza alcuna figura decente di riferimento nei secoli non c’è nulla da fare. Così la nostra elevatissima classe politica si incontra con i suoi pari sconsolata e ci vogliono giorni di cene e seminari ad alto livello, nei luoghi più prestigiosi ed elitari del mondo per dimenticare il tanfo di questa Italia becera che proprio non merita il loro costante e disinteressato impegno. Io sono uno di questi puzzolenti cittadini italiani, sono anche un blogger, vorrei fuggire dalla penisola che mi ha cresciuto, vorrei che la creme di cui sopra mi accogliesse nel suo grembo e mi facesse dimenticare tutto. Il sonno eterno! E un panorama completamente diverso. REVERSO!