sabato 15 maggio 2021

CATANIA -


Uscirò da quella porta, mi metterò anche io dentro la mia scatoletta con le ruote, starnazzerò come gli altri omini…meglio di loro e scenderò verso il centro. Voglio vivere, oggi, voglio sentire l'umanità strusciarmi vicino lungo Via Etnea, voglio vedere se la gente si accorge di me, se capirà di incrociare nei suoi passi un vero superstite, uno degli ultimi esemplari rimasti di amante degli amori impossibili. Questa città, in fondo, è famosa nell'isola per la forza e la varietà degli amori e degli amanti appassionati che la popolano. C'è una lunga e radicata tradizione sociale e letteraria col suo marchio di fabbrica, con le sue passioni assolute e quasi febbricitanti e mille sguardi di fuoco che sciabolano tra la villa e Via Umberto, occhiate che troncano il respiro e fanno bollire il sangue. Ci sono ancora molti cittadini "ruspanti", maschi con i baffi e femmine con le tette che amano recitare tutte le parti della tragedia amorosa e sanno fingere di non conoscerne l'epilogo.

venerdì 14 maggio 2021

IL PANORAMA FINALE -


Quando tutto finì ci vollero molti mesi di silenzio colmo e severo: l'idea antica sempre tenuta a bada, mai lasciata libera di riprodursi, cominciò a fare capolino. Non ottenne il risultato che avrebbe cambiato la sua vita trent'anni prima: la senescenza intellettuale ha decorso e prognosi diverse da quella corporale. Il tempo si era preso tutto il comodo per fare e disfare: il panorama finale era beffardamente identico a quello iniziale.

mercoledì 12 maggio 2021

CERTE IDEE


Come è nelle mie abitudini rifiutai qualsiasi consiglio e così venne fuori l'idea (falsa) che io fossi ignorante e arrogante, che non fossi inquadrabile in nessun schema ideologico perchè in realtà non possedevo alcuna logica e volessi mantenermi in linea di galleggiamento sempre e comunque. Che fossi quindi una persona subdola e utilitaristica! E' ancora l'idea di certi blogger che si ostinano a maltrattarmi dall'alto di una superiorità etica e intellettuale che non gli riconosco. Se osservaste tutto questo da una prospettiva più ampia finalmente comprendereste quanto sia veramente piccola e sciocca la questione: atteggiamenti infantili da web, sussiego, ripicca, come se queste righe, le mie e le vostre, fossero la quintessenza della vita, come se i litigi, gli equivoci siano degni di essere considerati un grande problema, qualcosa per cui strapparsi i capelli o peggio. La mia realtà intima dice altro a mio parere. Dice che ponendosi a contatto e in comunicazione col mondo esterno, uscendo verbalmente dal chiuso di una stanza, una tastiera e un computer, confrontandosi quindi, tutta l'enorme distanza tra il mio mondo intellettuale e il resto mi ha regalato una solitudine abissale e un senso di inutilità non gestibile. Parlo di distanza non di superiorità! La malinconia resta, netta senza discussioni, tagliente e per molti versi distruttiva. Se mi leggete salta subito all'occhio.

martedì 11 maggio 2021

CANTO DELLA NON APPARTENENZA





Appartengo ad altro 
Le mie fibre tessute altrove 
Mi esclude da qui il mio resto 
antico 

Appartengo alle suppellettili scomparse 
della casa di mia nonna 
A quelle scale di paese 
All’odore d’ombra 
mentre fuori impazza il sole 

Appartengo a un sogno spezzato 
A un ricordo malinconico 
e feroce 
Appartengo allo sguardo complice 
di mia madre
alla sintassi che mi insegnò bambino

Alle rondini d’estate in terrazza 
sul profilo del mare 
Al silenzio dello scirocco appartengo 
Ai suoi mille motivi  
Alla sua consapevolezza in ritardo 

Appartengo per diventare apolide oggi 
estraneo domani 
Appartengo alle note di un pianoforte
in salotto 
ai solchi di un disco in camera mia 

Anche tenendo saldi in mano
I fili di un tempo andato 
la mia appartenenza mi ha escluso 
definitivamente 
Non vi appartengo
e non mi basto più.

lunedì 10 maggio 2021

REVERIE



Leggera, leggerissima. Non avrei mai immaginato che la trasparenza scivolata tra noi diventasse nel tempo la nostra fine. C’era il tuo profumo ma il pianoforte ne aveva uno più forte, il legno e i suoi tasti aspettavano le tue mani e la musica. Quante volte si ripeté il miracolo? Quanti giorni consumammo assieme senza sapere nulla del futuro? Eri leggera, leggerissima, quando ti ascoltavo al pianoforte non capivo, non potevo sapere che il suono ci avrebbe portato così lontano. L’ultima volta fu un Debussy dalle note infinite, suonasti gli accordi finali con gli occhi chiusi, la musica si spense senza un sospiro, cadde ai miei piedi e si dileguò per le stanze della nostra vita. Leggera, leggerissima come un battito di ciglia. 
 Palermo 20 dicembre 1976