sabato 22 settembre 2018
venerdì 21 settembre 2018
PERCEZIONE E CORSA -
Ho bisogno di musica e immagini e li prendo a piene mani, scrivere non mi basta, il flusso di energia che attraversa il mio cervello è troppo grande e impetuoso: a diciottanni avrei detto che è un impulso rock oggi ti dico la stessa cosa. Un attacco di chitarra, la batteria e il basso appresso, i pori della percezione che si dilatano a dismisura, cosa pensavate fosse la rivoluzione alla fine dei ’60 ? Percezione e corsa questo era, nessuno si pose allora il problema del dopo, non importava a nessuno fermare la corsa e fu giusto così; la musica suona ancora ed è per tutti, non ha più un’identità politica che allora era la sua matrice apparente, se è ancora vivo quell’accordo in fa significa che sotto c’era altra vita che se ne fregava del nostro bisogno di misurare e chiudere… Sono stati una Fender, un basso e una batteria a governarci. Tutti. Uscito da una sala concerto un pomeriggio incontrai per caso il ROCK, dietro l’angolo di una sonata di Schuman si era appollaiata la chitarra di Jimmy Page: impossibile spiegare la magia del pifferaio magico, lui da allora non ha mai smesso di stravolgermi, ha cullato i miei sogni vitali in quegli anni, dorme apparentemente sopito in questi lenti e finali. Se scrivo oggi è perchè si è risvegliato, l’ennesimo colpo di coda, la voglia di correre non muore mai.
lunedì 17 settembre 2018
G -
Fu una stagione breve
Ne restano tracce sparse
Solo perché la spinta era talmente
Intensa
Da non lasciare scampo
O tregua.
L’adolescenza durò una breve eternità
Piena di promesse sottointese
Di bugie golose
Di onnipotenze mirabolanti.
La giovinezza non ebbe tempo
Si sciolse sotto il sole degli inganni
Ma io ti guardo ancora
Inutilmente G.
Nel guardarti la stagione si ferma
Per farmi male
Nuovamente come allora
Come sempre. E non mi basta mai
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