domenica 20 agosto 2017

Polvere

Un nuovo capitolo, l'estate trascolora ed io ritorno in cammino, molte cose mi sembrano secondarie, forse inutili. Non incidono, non cambiano, fra un po’ di tempo saranno posate su qualche scaffale della mia vita ed io, passandoci davanti, le guarderò e le rigirerò fra le mani come testimonianze di deja vu pieni di polvere.

venerdì 18 agosto 2017

Addio Nanda - 18 AGOSTO 2009

Riprendo in mano i vecchi automatismi e mi sembra un secolo: ancora parole, di nuovo segni su queste pagine e stavolta sono per me. Sono per dire che la mia generazione se n’è andata definitivamente ieri. Andata, non morta, ma certamente ha passato la mano quando Nanda Pivano ha cessato di vivere. Tutta la letteratura di quella che Kerouac chiamò la beat generation, tutto lo scrivere nuovo e segreto dei miei sedici anni, tutta la mia anima sull’orlo delle labbra è passata nell’opera di questa donna. Chi potrà mai descrivere il senso di sorpresa e totale identificazione alla prima lettura di Hemingway o di E. Lee Masters, come posso comunicarvi il commosso smarrimento al primo e ormai lontanissimo ascolto del disco di De Andrè ? Nessuna traduzione servirebbe. I sogni in verità non muoiono, si nascondono quando l’aria o l’età diventano pesanti; ma la mia generazione adesso passa la mano, si raccoglie nel parlare tenero e assorto dei suoi ricordi bellissimi e liquidi. Altro non può fare, non deve fare.

giovedì 17 agosto 2017

I percorsi compiuti

Ho riflettuto a lungo sulla mia vita e sui percorsi compiuti: ad un certo punto ho avuto la sensazione che il tempo si fosse dilatato e, con esso, anche le alternative possibili. Ma non è così, non può essere così, appena esci dalla rada devi confrontarti con la possibilità di una tempesta o di un uragano. Quello che riuscirò a scrivere sarà la cronaca di un sogno a mezzaria fra questa stagione e l’altra che ho intravisto dentro la luce di un tramonto. C’è una realtà che conosco bene: stare da soli può uccidere; può lasciarti svuotato come una buccia che si sostiene per caso finchè un colpo di vento più forte la fa cadere e ne mostra tutta l’intrinseca debolezza.

giovedì 10 agosto 2017

Da Nord a Sud, post del ferragosto

Per certi versi ho avuto una vita fortunata, in giro per questa penisola negli anni migliori, quelli in cui ti costruisci come persona. Viaggiavo, mi fermavo e ascoltavo. Io ascoltavo, i dialetti e i suoni, il rumore che facevano i pioppi mossi dal vento lungo il canal Villoresi, quello del mare sulle scogliere di Quarto, il silenzio sospeso dei latifondi in provincia di Caltanissetta. Per certi versi non potevo essere più sventurato: la cultura unita alla curiosità, l’analisi, la sintassi linguistica, il sapere “dentro” e non per slogans non aiutano sempre a vivere, certe volte ti uccidono, garbatamente però. Ma l’isola non è un luogo soltanto “sfavorito”: anche ai tempi di Omero essa era una perfetta metafora dell’esistenza umana, il luogo ideale per costruire una narrazione o una magia.

martedì 8 agosto 2017

SILENZI E RIVELAZIONI

Si esce dal silenzio e si torna nel silenzio non è una maledizione, una iattura, è un premio. Il silenzio definisce ed esalta, raccoglie i profumi, acuisce i sensi, raccoglie la vita nel palmo di una mano. La mia e la tua. Niente è più forte di una comprensione che giunge accolta da un grande silenzio.
Ho amato moltissimo, penso che sia giusto e normale adesso per me restare solo con il profumo intenso di questa parte di vita E' vero ci sono commenti squallidi, pesanti credo che nascano da una voluta incomprensione. Ma capiranno, capirete che parlare d'amore è carezzare la vita e tutti voi e nessuno in particolare. quando avrò terminato il mio cammino qui sarò finalmente trasparente e sarà questo il mio premio e la mia pace. Spero che leggiate e possiate capire. Spero che sorridiate aprendovi alla verità che ci sovrasta: non potrei mai dirvi le stesse cose mescolate al chiasso che normalmente la vita fa .

domenica 6 agosto 2017

HIROSHIMA IN SILENZIO

6 AGOSTO 1945, ORE 8.15 -  Fra pochi minuti di 66 anni fa più di centomila esseri umani bruceranno nella fornace atomica di Hiroshima. Il danno inferto al cuore dell'umanità non potrà mai essere cancellato. Prima si discuteva di più ma l'umanità ha orrore di se stessa, della sua cosmica idiozia e della sua pervicace crudeltà. Quasi nessuno più ripercorre i mesi e le decisioni che precedettero il mattino del 6 agosto del 1945 quando alle 8 e 15 la prima bomba atomica fu sganciata su una città del pianeta Terra: probabilmente farne cronaca è inutile quanto la famosa lettera di A. Einstein al presidente americano Truman. Mi riesce difficile non considerare costui un criminale efferato come Hitler, Bormann, Milosevic, e molti altri appartenenti a razze umane diverse ma iscritti al medesimo partito degli aspiranti criminali totali ( il nuovo iscritto si chiama Almadinejad). Di fatto quest'ultimo anniversario della prima esplosione atomica per scopi bellici è stato rimosso! Il silenzio ha coperto tutto come se quella palla di fuoco non fosse mai apparsa nel cielo del nostro pianeta. Tutti tacciono, canefici e vittime, americani e giapponesi. Nei blog a me conosciuti non ho trovato una sola riga sull'argomento. Preferisco immaginare un uomo come Ettore Maiorana che avendo compreso, preferì sparire per sempre e non collaborare più in nessun senso con la scienza se essa non può essere controllata. So bene che questa valutazione ( non mia ma di L. Sciascia) non ha alcun appiglio storico, nessuna forza se non quella di una "filosofia" della scienza esile e difficile da proteggere. Ma sognare anche in un giorno come questo è un buon antidoto agli orrori da cui siamo circondati.